LUIGI CASCIOLI – LA FAVOLA DI CRISTO

Ecco come presenta Wikipedia l’uomo che a avuto il coraggio di sfidare da solo la chiesa cattolica.

Luigi Cascioli (Bagnoregio, 16 febbraio 1934 – Roccalvecce di Viterbo, 15 marzo 2010 è stato uno scrittore e militante ateo italiano.
Autore del libro autopubblicato La favola di Cristo, ha infatti acquisito notorietà per aver denunciato la Chiesa cattolica di «abuso di credulità popolare» e «sostituzione di persona», la cui vertenza giudiziaria non è stata accolta. Egli basa le sue accuse alla Chiesa sui risultati delle proprie ricerche, tendenti a dimostrare che la figura di Gesù sarebbe un artificio cristiano perpetrato nei secoli e fondato sulla figura (letteraria ma a suo dire storica) di Giovanni di Gamala. Salito alla ribalta in età matura, è scomparso nel 2010 all’età di 76 anni.

Il 13 settembre 2002 Luigi Cascioli ha denunciato la Chiesa nella persona del parroco Enrico Righi, suo ex compagno di seminario ed amico, per i reati di “abuso della credulità popolare” e “sostituzione di persona”. Secondo Cascioli, don Enrico Righi era colpevole di aver scritto nel bollettino parrocchiale che Gesù era realmente esistito. Nel suo libro La favola di Cristo egli spiega chiaramente che la sua denuncia è una provocazione nei confronti della Chiesa e che non implica nessuna animosità verso il parroco.

Questa iniziativa ha procurato a Cascioli l’attenzione dei mezzi d’informazione, specialmente all’estero, ed è stato intervistato, tra gli altri, dalla BBC e dalla RAI.

9 febbraio 2006: il procedimento viene infine archiviato dal G.I.P. Gaetano Mautone che ribadisce le stesse motivazioni della decisione precedente ed aggiunge che il parroco Righi “si è limitato a sostenere l’umanità, cioè l’essenza dell’uomo Gesù, non già ad affermarne l’esistenza storica, come sostenuto dall’opponente”. Inoltre chiede al P.M. di valutare “la sussistenza degli estremi del reato di calunnia in danno” del querelato.
Cascioli presenta quindi ricorso alla Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo, che ha accettato di discutere il suo caso, ma ha dovuto chiudere la pratica per decorrenza dei termini di presentazione della documentazione necessaria.

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