MIRACOLI IN ORBITA – RUSSIA: ALIENI O MISTICISMO IN ORBITA? 3

Gli astronauti odono strane voci, hanno “visioni” e vengono addirittura catapultati in altri mondi. Le rivelazioni della “Komsomolskaia Pravda”.

Il lapsus di Gagarin

In poco più di quarant’anni il cosmo è stato visitato da oltre 400 individui di varie nazionalità. Queste persone hanno vissuto molte esperienze. Persino esperienze mistiche. Di solito però preferiscono non parlare di fatti inspiegabili. Gli astronauti non vengono certo incoraggiati a raccontare apertamente questo genere di cose.

Tuttavia corre voce che persino Jurij Gagarin una volta si sarebbe lasciato sfuggire che avrebbe potuto raccontare “qualcosa di molto interessante sul suo volo” se gliela avessero permesso. E il Professor Kiril Butusov è riuscito a sapere qualcosa di “top-secret” dai frammenti che compongono le testimonianze degli astronauti.

La città di Soci si vede persino dallo spazio

Il primo a notare “l’effetto dell’ingrandimento degli oggetti terrestri” fu l’astronauta americano Gordon Cooper che ha raccontato che sorvolando il Tibet riusciva a vedere ad occhio nudo le case e altre costruzioni. Eppure sembrerebbe assolutamente impossibile distinguere oggetti del genere da una distanza di 300 km!

Ma ecco la testimonianza dell’astronauta Vitalij Sevast’janov: “Alla fine oggi ho visto Soci. Ho visto distintamente il porto e la nostra casetta a due piani.”

Anche Jurij Glazkov ha confermato questo effetto: “Stavamo sorvolando il Brasile e all’improvviso vedo lo stretto nastrino di un’autostrada! E ci passava anche un autobus, che sembrava sull’azzurro.”

E Georgij Gretchko vide e fotografò sotto le nuvole “un banco di ghiaccio” che galleggiava nel cielo.

“A volte dal cosmo lo sguardo diventa incredibile – ha raccontato Georgij Mikhajlovic – per esempio, stavamo sorvolando la Mongolia e all’improvviso abbiamo visto l’immagine di una persona! La grandezza era pari a cento o duecento chilometri. In lontananza si potevano osservare distintamente la testa, il cappotto, le gambe. lo e Jurij Romanenko, col quale volavo allora, lo abbiamo chiamato ‘l’uomo di neve’, perché era proprio la neve ad aver creato questo gigante.”

Latrati nei cieli

Degli enigmatici suoni nel cosmo ha parlato molto poeticamente l’astronauta Vladislav Volkov (1): “Sotto di noi volava la notte terrestre. E all’improvviso da questa notte è giunto il latrato di un cane. Mi sembrava la voce della nostra Lajka (morta in orbita). E poi ho cominciato a udire distintamente il pianto di un bambino! E certe voci. Non so spiegarmelo. Ma le ho sentite!”

Vjaceslav Meshcherin, leader di una band elettronica, ricorda che, mentre ascoltava un concerto del suo gruppo, Jurij Gagarin avrebbe raccontato che trovandosi in orbita gli risuonava nelle orecchie una musica molto simile. In seguito questa impressione fu confermata anche dal pilota e astronauta Aleksej Leonov.

Una volta mentre ero in orbita mi è successo un fatto strano – ha raccontato Georgij Gretchko – mentre sorvolavamo il terribile Capo Horn, dove in passato si schiantava la maggior parte delle navi, improvvisamente ho avvertito un senso di pericolo. Era come se una tigre stesse per aggredirmi alle spalle. È stata una sensazione davvero spaventosa e ho faticato moltissimo a liberarmene.”

Un essere invisibile alle spalle

A volte in orbita si ha “l’impressione di una presenza”. A un certo momento, improvvisamente, l’astronauta sente che un essere invisibile lo fissa alle spalle con uno sguardo estremamente opprimente. Poi l’essere invisibile si fa riconoscere, si ode un sussurro.

Il “testo”, proveniente da un qualche luogo immerso nelle profondità della coscienza, suona più o meno così: “Sei giunto qui troppo presto e ingiustamente. Credimi, sono un tuo antenato. Figliolo, voi non dovreste essere qui, torna sulla Terra, non infrangere le leggi del Creato.”

E spesso per dimostrare la propria “attendibilità” la Voce racconta ancora un piccolo episodio riferito a questo antenato noto soltanto alla famiglia dell’astronauta.
Chi sussurra a centinaia di chilometri dalla Terra?

Queste informazioni le ha fornite un astronauta russo che ha chiesto di non citare il suo cognome – chiarisce Kiril Butuzov. – Ma ha assicurato che questo fenomeno gli è accaduto personalmente. E sa che anche altri hanno udito questo “sussurro”. E che hanno persino elaborato un’ipotesi fantastica secondo la quale il “sussurro” proverrebbe da una Mente per noi straordinaria, prodotto di una civiltà di altri pianeti, che si servirebbe dell’ipnosi per scacciare di proposito gli uomini dal cosmo da essa acquisito nella notte dei tempi, “leggendo” dalla loro coscienza e dal loro subconscio fatti noti soltanto a loro allo scopo di rendersi credibile.

E, a questo proposito, avrebbero ulteriormente dedotto che essa conosce i terrestri molto bene e da molto tempo, e che pertanto studia la nostra civiltà restando in qualche modo nascosta. Forse da migliaia di anni.

Trasformati in dinosauri

Il primo ad investigare apertamente questo fenomeno nel 1995 presso l’Istituto Internazionale di antropoecologia cosmica fu l’astronauta – collaudatore Sergej Krichevskij. Risultò che durante il volo più di un astronauta aveva sperimentato sensazioni assolutamente sorprendenti. Come, per esempio, uscire improvvisamente dalla propria normale forma umana e trasformarsi letteralmente in un animale!

E per giunta, entrare in qualche modo in “contatto” con una qualche fonte di informazioni e ricevere da essa avvertimenti relativi a pericolose avarie.

Come se non bastasse gli astronauti in questione avevano continuato a percepirsi nella nuova forma o si trasformavano in una entità ancora più terribile. Per esempio, un collega aveva raccontato a Krichevskij della sua “permanenza” nella forma di un dinosauro!

Sentiva anche di camminare su un qualche pianeta superando burroni e precipizi. L’astronauta aveva descritto le “sue” zampe, le scaglie, le membrane tra le dita, gli artigli enormi. Gli sembrava che sulla pelle della schiena in corrispondenza della colonna vertebrale si sollevassero placche cornee.

Accadeva anche che una persona si trasformasse in un’altra personalità che poteva anche rivelarsi extraterrestre.

Durante il volo molti astronauti tengono giornalmente degli appunti personali, compresi quelli riguardanti visioni enigmatiche, ma rifiutano categoricamente di rendere pubblici questi documenti unici. Temono di essere presi per pazzi.

Il collaudatore-astronauta Sergej Krichevskij la pensa diversamente e crede che sia necessario studiare attentamente gli “stati di sogno fantastici”, come propone di chiamare questi fenomeni sottili. Tali studi non solo contribuirebbero ad aumentare la sicurezza dei voli nello spazio, ma potrebbero anche sollevare un velo sui più misteriosi segreti dell’Universo.

Una citazione

L’astronauta Georgij Gretchko: “Sono convinto che nell’Universo esista un’altra intelligenza, e che sia più sviluppata della nostra. Studio seriamente la storia dell’umanità e ne deduco che anche sulla nostra Terra sono sempre esistite civiltà parallele – quella dei celti e dei druidi, degli egizi coi loro sacerdoti. Penso che Qualcuno ci abbia dato !’impulso all’evoluzione, un aiuto artificiale a superare !’intelligenza dello scimpanzé. E in rapporto a noi sarebbe veramente come un Dio, un Dio che ci ha creato davero a sua immagine e somiglianza.”

Curriculum

Kiril Pavlovich Butusov è dottore in fisica e matematica e professore. Ha lavorato al Dipartimento di radioastronomia dell’Osservatorio astronomico centrale di Pulkovo e presso l’Istituto di Ricerca Scientifica di calcolo matematico e processi di automazione dell’Università Statale di San Pietroburgo.

Oggi insegna presso la cattedra di fisica dell’Accademia di fisica dell’aviazione civile. È membro dell’Associazione Russa di Fisica e membro dell’Accademia Internazionale delle scienze ecologiche per la sicurezza delle persone e dell’ambiente.

Il commento dello specialista, il Dr. in Scienze Mediche Aleksandr Volkovitch:

«Bisogna studiare a fondo questi fenomeni!
Probabilmente gli astronauti sono soggetti ad allucinazioni. Queste sopraggiungono a causa della permanenza in un ambiente esterno insolito per l’uomo: assenza di gravità, alto livello di radiazioni, presenza di un campo magnetico.

Comunque la fonte delle visioni si trova all’interno dell’uomo. In caso di permanenza prolungata in stato di assenza di gravità improvvisamente dalle profondità del subconscio possono emergere informazioni sotto forma di frammenti delle vite di organismi diversi o di lontani antenati del soggetto. Da qui le visioni di tigri e dinosauri.

Questi fenomeni possono essere provocati dalla situazione: il silenzio prolungato è nocivo per l’uomo.

Le prove a cui si sono sottoposti i candidati astronauti nella camera insonorizzata lo hanno dimostrato. Dopo 30 ore di isolamento uno degli esaminandi “vide” un televisore che fluttuava nell’aria e alcuni volti fra gli strumenti del pulpito di comando. Ad un altro sembrò che il cruscotto “si sciogliesse e cadesse gocciolando sul pavimento”. Situazioni per gente dai nervi d’acciaio.

Si può anche supporre che questi “sogni” siano innescati da un flusso di radiazioni proveniente dalle profondità della Galassia. Se una navicella capita all’interno del campo di azione di questo “raggio” l’astronauta entra in uno stato di torpore rilassato e il fenomeno si manifesta.»

UNA “SINDROME DI SOLARIS”?

Questo articolo dell’importante organo di stampa russo “Komsomolskaia Pravda” pone Il problema dei fenomeni anomali che hanno avuto per protagonisti in passato i cosmonauti russi in orbita.

Il manifestarsi di apparenti “locuzioni interiori” ovvero di “voci” apparentemente espresse da intelligenze estranee costituisce un dato inquietante che, associato a quello degli avvistamenti di UFO nello spazio (confermati da Belayev, Leonov, Strekalov, Popovich, Kubasov, KovaIionok, Gretchko e altri), suggerisce indubbiamente la possibilità di inquietanti “interferenze aliene”.

Naturalmente per gli scettici è facile collegare il tutto a possibili sindromi allucinatorie ovvero a tensioni e stress effetto delle condizioni di confinamento nello spazio per periodi di tempo prolungati. Ma è davvero questa, banalmente collocata al limiti della psichiatria, la giusta chiave di lettura di tali accadimenti? Viene da dubitarne.

Si ricorderà che, nel suo “Solaris”, il film di Andrei Tarkovsky che oltre 30 anni fa fu indicato come “la risposta russa a ‘2001: Odissea nello Spazio’ di Kubrick”, nell’atmosfera raccolta (caratterizzata da una dimensione quanto mai individuale ed intima) di un veicolo spaziale orbitale l’astronauta protagonista registra fenomeni per così dire simili indotti da una Intelligenza allena del sottostante pianeta Solaris che interagisce variamente con la sua psiche. Tale situazione descritta dagli astronauti russi, questa “Sindrome di Solaris”, ha dunque cause endogene o non piuttosto esogene?
Torneremo prossimamente sull’argomento.

Note:
1. N.d.R. Morto nel 1971 durante un rientro dall’orbita insieme a G. Dobrovol’skij e a V. Pazaev
.

di Svetlana Kuzina (Trad. di Cinzia Caiani)

da “UFO Notiziario” Nuova Serie – N. 60 del Dicembre 2005/Gennaio 2006

FONTE: http://www.edicolaweb.net/ufost20c.htm

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