GRUPPO BILDERBERG E LE TEORIE COMPLOTTISTICHE

3 thoughts on “GRUPPO BILDERBERG E LE TEORIE COMPLOTTISTICHE

  1. molto affascinante, peccato che siano tutte baggianate. Non sono stati i poteri forti a richiedere all’Italia e alla Grecia di accumulare livelli di debito insostenibili per alimentare stili di vita improduttivi ed inefficienti, che hanno reso necessari quei Governi tecnici. Governi non eletti, d’accordo, ma resisi necessari a seguito della crisi finanziaria globale. Forse chi commenta preferiva i Governi “democraticamente eletti” di Craxi e Cirino Pomicino che ci hanno condotto dove siamo? E chi commenta, ha la minima conoscenza del funzionamento di un’economia capitalistica e della finanza a supporto? sembra di no.

    • La “VOSTRA” classe “dirigente”, politica e lobbistica; TRADISCE da quando è stata INSTALLATA, dopo una forzata unità d’ Italia a suon di morti. Continuiamo pure con i nostri sensi di colpa, opportunamente indotti: non ho mai pensato, una sola frazione di secondo, di avere vissuto o di vivere al di sopra delle nostre possibilità. I politici e le classi dirigenti, e sottolineo dirigenti, cioè che dirigono (i percorsi), hanno sempre usufruito e usufruiscono di immensi privilegi. Dal “popolo” vogliono il consenso elettorale, per farci credere che viviamo in un contesto democratico, poi fanno gli interessi dei SIGNORI DEL PIANO DI SOPRA: vengono tutti scelti con i cadaveri negli armadi; perchè, qualora non svolgano il compitino a dovere, “GLI ESCONO IL CADAVERE”!
      SVEGLIA CARI LOBOTIZZATI E ROBOTIZZATI!!!!

  2. sulle critiche al meccanismo salvastati si e’ toccato il fondo: vi spiego un po’ di economia e finanza, gratis. A beneficiare, in prospettiva, del fondo, sono i paesi piu’ pesantemente indebitati. Fosse stato per Svezia e Germania, non lo si sarebbe neppure costituito. E’ quindi ovvio che noi si debba partecipare al suo finanziamento, per incentivare il paese ad esser fiscalmente disciplinato. Ma immaginiamo di rigettare tutto cio’, le cessioni di sovranita’ e altri meccanismi di coordinamento. I mercati finanziari, cui noi, fortemente indebitati, FACCIAMO AMPIAMENTE ricorso, smettono di farci credito (acquistare i ns titoli sovrani) perche’ cambia il loro umore o non credono alla ns solvibilita’. L’Italia va in default, cioe’ in fallimento, smette di ricevere ogni forma di aiuto internazionale a condizioni eque (di mercato), non e’ in grado di onorare le passivita’ in Euro, passa alla lira con un perdita di ricchezza stimata sino al 50% del prodotto. Che significa disoccupazione, tensioni sociali, una lunga strada prima di riacquisire credibilita’ internazionale. Poi, come qualcuno giustamente bela, avviene la lenta ripresa trainata dall’export ma, badate ben, non perche’ siamo diventati piu’ competitivi, ma perche’ abbiamo una valuta debole. Ora, ESATTAMENTE per evitare questo scenario, abbiamo avuto Monti, Letta e il MES, e napoletani ignoranti col microfono in mano possono non dirsi “disoccupati”.
    Ciao.

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