La coscienza a cavallo del secondo principio della termodinamica

di Corrado Malanga
In questi giorni, la scienza è ancora impegnata ad aprire le bottiglie di spumante per la scoperta del bosone di Higgs, subito esaltata dalla elargizione di un Premio Nobel, deciso in una settimana.
In generale la gente comune non sa affatto cosa si celi dietro il bosone di Higgs e quali interessi, la scienza ufficiale, nasconda dietro questa ipotetica scoperta. Se il bosone di Higgs non esistesse, allora non esisterebbe né la fisica di Newton, né quella di Einstein con sa sua relatività e nemmeno alcuni presupposti della fisica quantistica. Insomma tutto da rifare, nel senso che non ci sarebbero da rivedere alcuni concetti e riscrivere qualche capitolo dei libri di fisica ma ci sarebbe da buttare al macero tutto lo scibile umano. Dunque, per i fisici, diventerebbe piuttosto complicato spiegare alla gente che ci siamo sbagliati. Sarebbe come dire che i fisici, avendo sempre avuto torto, lo hanno avuto su tutto. 
I fisici dicono che gli ufo non esistono? E chi si fiderebbe più di tale dichiarazione?
I fisici sostengono che non si può superare la velocità della luce? Ma sarà vero?
I fisici sostengono che dio non esiste? Ma il Vaticano lo aveva sempre sostenuto che i fisici sbagliavano… eccetera eccetera.
Immediatamente i fondi di ricerca che succhia il large hadron collider di Ginevra verrebbero bloccati e tre, quattromila persone sarebbero sul lastrico, senza contare l’indotto. L’Europa Unita scientifica, con i suoi pseudo programmi di ricerca Erasmus, farebbe la figura più barbina dell’Universo. Dunque il bosone di Higgs deve esistere.
Il povero Higgs aveva costruito una meravigliosa teoria delle particelle, che tuttora usiamo, solo che… a Higgs non gli tornava che le cose avessero una massa. Strano: visto che le cose pesano! Allora si disse che sicuramente si sarebbe trovata una particella subatomica che sarebbe stata in grado di fare da mediatore delle informazioni riguardanti la massa. Ma ‘sta particella non veniva fuori e i soldi della ricerca finivano. Il corrispondente acceleratore di particelle USA chiudeva e la condanna del LHC europeo sarebbe stata la stessa. Per fare un esperimento con l’LHC si spendono 27 milioni di euro. Ma invece di cercare il bosone di Higgs non si potrebbe, per ora, costruire qualche scuola in più? La lecita domanda se la ponevano in molti. Mentre al LHC si sparava la fesseria che si erano trovate delle particelle che avevano velocità trans luminari, il prestigio dell’Europa scientifica vacillava. Ecco dunque finalmente, dopo diverse botte da 27 milioni di euro, che un portavoce del LHC dichiara:
“There are strong evidences for the existence of the Higgs’ Boson.”
Il che non vuol dire che abbiano trovato il bosone ma basta perché i foraggiamenti di soldi proseguano.
Intanto la stampa mondiale annuncia che il bosone sia effettivamente stato trovato.
Incredibile situazione si potrebbe esclamare.
Nel frattempo tutti gli altri fisici del mondo a cui sono stati tolti i soldi della ricerca per finanziare il LHC, protestano con tutti i mezzi a loro disposizione, arrivando anche a sostenere che l’esperimento per trovare il bosone è pericoloso e potrebbe crearsi un buco nero che spaccherebbe lo spazio tempo. Che strani questi scienziati. Da una parte ci sono quelli che sono legati fermamente a quello che c’è scritto sul libro e dalla altra parte ci sono quelli che hanno altre tigri da cavalcare.
Ma dove è finito il pensiero scientifico?
La fisica moderna ha misurato un sacco di cose e, negli ultimi cento anni ha sbagliato tutte le teorie che prevedessero formule in cui ci entrasse la massa. A nessuno gli è venuto in mente che la massa potesse non esistere?
Un esempio eclatante è il fotone. Un oggetto come quello non ha massa né se sta fermo né se va alla velocità della luce. Il fotone non ha nemmeno la sua antiparticella. Del fotone si sa tutto tranne che non si sa disegnare.
Il fotone occupa spazio? Non si sa. E’ sferico? Non si sa.
Passa attraverso i muri? A volte si a volte no: non si sa.
Il fotone come fa ad essere attratto dalla gravitazione non avendo massa? Non ha massa ma lo spazio tempo si piega e lui ci cade dentro. La teoria di Einstein prevede il campo spazio temporale. Peccato che Einstein non credesse nella teoria dei campi. La sua relatività è decisamente molto relativa.
Le misure effettuate dalla fisica moderna sembrano peraltro dire che non esiste nessuna piegatura dello spazio tempo. La quantistica sostiene invece cose più’ interessanti.
Non esiste né lo spazio né il tempo – dice Bohm, che sostiene che l’universo è un ologramma. La teoria dell’universo olografico sta prendendo sempre più piede negli ambienti scientifici moderni. Ultimamente, si scopre che l’Universo è bidimensionale ma estruso sulla terza dimensione che è quella dell’energia. Penrose sostiene che il secondo principio della termodinamica probabilmente non è corretto. Il secondo principio sostiene che l’entropia dell’universo aumenta sempre. Localmente si è già abbondantemente dimostrato che ciò non è vero ma si continua a far finta di niente.
L’entropia è una misura del disordine che, invece, viene definito come “ordine” dai fisici (con il segno “meno”, davanti). Disordine era per la Chiesa che non voleva ammettere che l’Universo, creazione di Dio, si sarebbe spento, ma ordine era per i fisici che vedevano, nel raffreddarsi dell’Universo, la morte temporale di esso.
La scienza si incarica di portare sulle spalle in eterno il segno “meno”, davanti alla formula della entropia, non avendo avuto il coraggio di opporsi ai preti del milleottocento. Del resto già San’ Agostino aveva imposto alla scienza il concetto di tempo lineare.
Non si può utilizzare infatti il concetto di tempo circolare, tanto caro a tutte le civiltà pre-cattoliche e pre-cristiane. Se il tempo fosse circolare Dio, dopo aver perdonato l’uomo dai suoi peccati, lo vedrebbe ripeccare e questo è inaccettabile. Così l’entropia ha segno “meno” e il tempo non può tornare indietro.
Grazie alla Chiesa Cattolica abbiamo una fisica che fa acqua da tutte le parti, arrivando fino alla ricerca di un Bosone di Higgs che siamo costretti a chiamare “Particella di Dio”, per far piacere al Papa.
Purtroppo non esiste nessun Dio e nessuna sua particella e questo lo diciamo sia per i fisici che per i preti che non ricordano più di derivare tutti dallo stesso ceppo, che una volta si chiamava magia. Il potere politico poi decise che la magia sarebbe divenuta troppo potente e, per questo, l’ha divisa in due sotto rami, chiamandoli: religione e scienza.
Penrose suppone che il secondo principio della termodinamica non misuri il disordine dell’Universo ma qualche altra cosa strettamente legata con il disordine.
Questa misura potrebbe essere una misura della Consapevolezza, una indiretta misura della Coscienza. Quando la Consapevolezza aumenta, allora l’energia del sistema diminuisce. L’entropia allora aumenterebbe come dimostrazione del fatto che l’Uomo diventa sempre più consapevole di sé. Ma questo vorrebbe dire che l’uomo fa parte integrante dello stesso Universo di cui lui è solo una espressione. L’universo sarebbe dunque una sua creatura, una creatura della Coscienza che, attraverso l’Uomo, si manifesterebbe. La Coscienza, attraverso l’aumento della sua espressione, la Consapevolezza di sé, comprenderebbe sempre meglio chi essa sia.
L’uomo sarebbe il Creatore di un Universo di cui lui è partecipe: attore e spettatore. Mentre le misure delle costanti universali sembrano cambiare nel tempo nonostante la resistenza dei fisici ad ammettere questa banalità, ecco che l’Universo si presenterebbe come un grande ologramma senza spazio né tempo, dove non esiste nessuna indeterminazione se non quella della nostra incapacità a comprendere ed a ricordare che noi stessi siamo i suoi creatori. Heisenberg scopre che esiste un principio di indeterminazione per cui non si può andare oltre la comprensione fisico matematica . Per i fisici l’universo non può essere completamente svelato perché la sua struttura è fatta così. Per la Chiesa invece Dio non vuole che si sappia chi c’è dietro la sua creazione quale gabbia per l’uomo stesso. In realtà per la Coscienza non esiste nessuna limitazione se non quella determinata da noi stessi, nel nostro percorso di comprensione, quali creatori del sistema fisico olografico stesso. Un anno fa, la scuola olandese di fisica ottica, pubblica su un importante giornale scientifico, che il principio di indeterminazione non ha nessuna ragione di esistere e lo dimostra scientificamente.
Nessuna rivisita scientifica riprende la notizia.
Forse chi comanda attraverso la falsa scienza e la falsa religione non ha tanta voglia di cedere il potere all’uomo: se si ricordasse di essere lui stesso il Creatore, giocherebbe più volentieri con la giostra che lui stesso ha creato.
Tra breve l’uomo ricorderà; ed il prete scienziato sparirà dalla faccia dell’universo in un unico istante che è l’istante in cui tutto accade.
Approfondimenti scientifici

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