QUANDO LA CLONE SOSTITUISCE L’ORIGINALE

Vorrei tanto raccontarvi un altro episodio incredibile dalla mia vita di addotta, una situazione di tanti anni fa quale ha lasciato la sua traccia sui miei pensieri, su la mia vita e sui miei ricordi.

Ero molto giovane, avevo sui 24-25 anni ed ero appena divorziata, contenta che il mio matrimonio disastroso era finito ed io per la prima volta mi sentivo libera. Era un giorno d’estate bello con tanto sole e io tornavo dal lavoro nel pullman come facevo ogni giorno. Mi preparavo per scendere perche la mia fermata era vicina e  non avevo la pazienza di  aspettare troppo. Finalmente il pullman si ferma ed io scendo solo che nel momento in cui ho finito di scendere le scale per un secondo o forse di più non ho visto più nulla, era come a posto di scendere fuori dove mi aspettava una bella giornata di luce, io ho sceso nel buio. Ero cosciente che non avevo niente e mi chiedevo com’è possibile? Come ho fatto ad arrivare li e poi nello stesso secondo ero sul marciapiede, seduta su una pietra? Non ero svenuta ed è per questo che era una situazione inspiegabile. Come mai ho visto quel’spazio buio e poi subito ero fuori seduta su una pietra quando mi ricordavo molto bene che non sono andata io a sedermi li. Dopo questi secondi di “incoscienza”, chiama moli cosi inizio a guardarmi com’era per la prima volta quando mi vedevo. Ero stordita, impaurita, sentivo che non sono io. Avevo la sensazione che non posso respirare.  Avevo la sensazione di soffocarmi e la cosa che mi ha messo la più grande paura era che quello non è il mio corpo. Non potevo stare in quel corpo, sentivo che non era mio, non respiravo bene e volevo parlare con qualcuno.  Mi ricordo che avevo la sensazione che non camino correttamente e nella disperazione guardavo i passanti per scegliere uno con quale parlare. Finalmente ho visto un uomo non giovane quale sentivo che mi poteva tranquillizzare per che credo che aveva quassi la stessa età del mio papà. L’ho fermo e li chiedo gentilmente di parlare con me perche avevo paura e mi sembrava che io anche se conoscevo quei posti era per la prima volta quando ero li. Lui molto saggio, mi disse che succede qualche volta di avere attacchi di panico e che poi passeranno, ma prima dovevo essere tranquilla. E stato con me poverino per un può finché io l’ho assicurato che tutto era a posto.

Sono partita poi da sola verso casa. Quando sono arrivata d’avanti alla porta ero molto emozionata. Entro e mi rendo conto che conoscevo tutto: mia sorella, mio figlio, mio papà pero nel mio intimo sapevo che era per la prima volta quando vedevo queste persone. Ero curiosa di guardarli le mani, gli occhi, la carne, tutto. La mia curiosità era di guardarmi io nello specchio per capire come sono fatta. Mi spoglio d’avanti al grande specchio che avevamo nella mia stanza e la prima cosa che mi era venuta nella mente era di cercare dei segni particolari di quale mi raccordavo di  averli. Erano tutti meno uno che mi era rimasto dopo un taglio con il coltello sul dito. Un’altra cosa che non avevo erano gli orecchini. Ho cercato molto per trovarli perche erano un regalo dalla mia sorella e non riuscivo ha capire come li ho persi tutti due e sopra tutto dove e quando; ma la cosa più sconvolgente era che i miei buchi non esistevano più. Era come non li avevo mai fatti.

Quando sono entrata nella mia stanza la sensazione che non è quello il mio mondo , che non posso respirare e che l’aria mi manca si ripetono di nuovo molto più forte di prima. Non mi piaceva la casa anche se avevamo un bell’appartamento  con quattro stanze, una grande cucina, un bell’bagno e una stupenda balconata. Per me era un posto stretto, percepivo tutto come una scatola chiusa dove io non potevo stare. Il cuore mi batteva molto forte e nella mia mente credevo che sono malata. Per una settimana ho cercato sempre di restare vicino a molte persone, di non essere mai sola, di parlare per avere la certezza che non muoio e volevo cantare perché io ho una voce molto bella e le mie canzoni piacevano a tutti, ma un’altra cosa che scopro con disperazione è che non potevo cantare. Non avevo la voce, ero stonata come un asino. Questa era l’ultima goccia per riempire il bicchiere e allora ho deciso di andare nell’ospedale per fare degli accertamenti. Signori, sono andata due volte da tutti i medici e in tutti i reparti che esistono in un grande ospedale per due settimane nel modo che  mi conoscevano tutti. Ho ripetuto tutti i miei analisi sempre due volte e i risultati erano da non credere: la più sana ragazza che esiste. Bene, a questo punto ci penso e allora decido di andare anche nel solo reparto dove non ero stata: la psichiatria.  Sinceramente era il posto dove veramente non sapevo che devo fare, in che consta il consulto. Entro e rimango sbalordita: la dottoressa era una buona amica dei miei genitori, una collega della mia mamma che veniva spesso a casa nostra. Quando mi vede fa dei grandi occhi e mi chiede disperata che cosa ho. Io vergognata della situazione i dicco tutto e li chiedo di non dire niente a casa mia. Lei attenta mi ascolta, mi consulta, mi chiede tutti i miei risultati delle analisi e dopo un grande silenzio mi dice che secondo lei non ho niente, solo un attacco di panico per quale mi ha prescritto una ricetta. Io contenta vado in farmacia e prendo tutto quello che lei mi ha dato. Arrivando a casa il mio solo pensiero era di prendere quelle medicine per tornare come prima. Ho aperto tutte le scatole e le medicine erano di tutti i colori, molto belle. Quando invece le ho prese tutte in mano e ho visto che erano sette!!!! sette pillole che dovevo prendere tre volte al giorno ho detto: ma che cavolo e questa cosa? sono sana e a tutti i costi devo diventare malata? No, questa non succederà mai più. Ho buttato tutto nel water e ho deciso di guarire da sola con la mia volontà.  E vero che l’intensità dei “attacchi di panico”  erano molto diminuite pero esistevano ancora.

Un giorno su la strada ho incontrata una zingara, una di quelle che si vedono sempre e quale ti chiedono di leggerti il futuro nel cambio dei soldi. Di solito non li ascoltavo e andavo lontano da loro pero quella volta sono andata a casa di questa ragazza. Strano!! Non avevo nessuna paura e nessun’timore di lei. Mi ha portato in una casa molto bella e pulita e quando siamo entrate, insieme con noi entrò anche la sua suocera. Lei molto educata lascio entrare prima la suocera e rimasse in piedi finché non siamo rimaste da sole. Poi mi disse che per loro il rispetto per i genitori e rispettare le tradizioni sono una legge molto importante. Poi parlando con lei, mi rendevo conto che tutto mi passava, che non avevo più paura, che ero tornata nel mio corpo. Lei ha fatto per questo molte rituali molto strani. In fine, quando sono uscita da li ero di nuovo io, quella di prima.

Bene, mi sentivo rinata perche pensavo che il diavolo e gli incantesimi che potevo avere, fatti di qualcuno molto invidioso erano rimaste indietro e io potevo tornare di nuovo alla mia vita di prima ma non fu cosi. Quando pensavo ai miei giorni di depressione quando avevo paura del mio corpo, quando sentivo che non sto bene in questo corpo e tutto il resto avevo come dei flash in quale io ero sotto terra su un piano molto inferiore camminando su un corridoio buio e dove vicino alla ringhiera era una riga bianca che non dovevo sorpassare. Per vent’anni nei miei ricordi  era sempre questo corridoio buio e io che camminavo li tra molti dottori con camice bianche che passavano vicino a me come se non fossi.

Quando ho scritto a Corrado Malanga e con l’aiuto della sua collaboratrice guidata da lui stesso ho capito che cosa mi succede e che tutto è una cosa molto particolare e seria il mio desiderio di capire tutto quello che ho passato era molto più forte di me e sempre di più volevo sapere che cosa mi ha successo in passato. Devo dire che sono stata tra i primi con quale sono stati fate le simulazioni con lo specchio e il TCT prima che Corrado pubblicasse la scoperta di queste tecniche. Immaginate che volevo sapere che cosa mi hanno fatto in quel’periodo cosi particolare della mia vita. Vedete, tante volte rifiuti di credere che certe cose possono succedere solo che non si può non credere quando tutta la tua vita diventa una merda e non sai perche, quando sai che quello che hai passato non è il frutto della tua immaginazione, quando sai che i tuoi ricordi sono veri perche tu non sognavi quando tutto quello che hai passato succedeva, quando sai che senza sapere niente delle scoperte di Corrado tu sai che sei diverso, che con te succedono delle cose che non tutti conoscono e soprattutto sai che non puoi parlare con nessuno.

Adesso vi dico quello che è successo veramente con me. Nel momento in cui io ho sceso dal pullman li fuori era la loro astronave quale con il suo raggio mi porto dentro e poi abbiamo sceso nel sottosuolo. Io mi trovavo al -27 livello (adesso e molto vicino alla superficie) dove si clonavano le persone. I cilindri che mi ricordo io non erano del tutto trasparenti a quel’epoca e non erano come quelli di oggi pero avevano la stessa funzionalità. Io sono stata li per un mese invece la fuori, a casa mia era la mia copia. Per questo motivo non avevo tutti i segni sul corpo, non potevo cantare e tutto quello che vedevo era veramente per la prima volta quando li vedevo o sentivo. I orecchini che la copia non aveva  era per il fatto che lei non aveva buchi nel orecchio per metterli ed è per questo che sono rimasti nelle orecchie del’originale. La mia copia aveva la mia memoria nella sua testa e aveva parte della mia anima dentro quale era per la prima volta quando faceva esperienza in quel corpo che non riconosceva. L’anima si trovava in tutte due i corpi ed è per questo che io sapevo, anche se come corpo ero una copia del originale, che cosa succedeva con l’originale. Io sono andata oltre per capire che cosa facevo quando non mi copiavano il corpo perche mi ricordo sempre queste camminate sui corridoi semibui dove esisteva questa riga che non si doveva sorpassare, dove erano dei ascensori di vetro con quale si andava ancora più giù e dove dottori strani camminavano vicino agli uomini. Bene, io ero  li come un vecchio paziente che può andare da per tutto perche non era pericoloso. Mi ricordo che sono entrata nella sala con i bambini che tutti somigliavano a noi ed erano tutti nei lettini collegati a dei apparecchi come una sorta di incubatrice solo che erano molto grandi per questo tipo di apparecchio. In un giorno ho sceso con l’ascensore molto in basso e li ho visto tante astronavi e aeronave molto particolare ed è per quello che sono cosi sicura che tutto quello che si vede oggi nei cieli e chiamiamo extraterrestre in realtà non sono altro che tecnologie sviluppate  qua su la terra dai alieni insieme con clone umane e uomini pupazzi che ci hanno venduto per un pugno di soldi e per un efemera potere. Vorrei tanto potessi raccontare molto di più pero non posso. Non posso perche sono racconti troppo incredibili e poi la maggioranza non crede ne meno quello che vede figuriamoci che crederà qualcosa che non si vede. Comunque non dovete pensare che tutto quello che non potete spiegare o sembra impossibile non esiste o non può avere una spiegazione perche nella realtà tutto ha una spiegazione. Siamo noi che non vogliamo sapere di più per le nostre paure e per non danneggiare la nostra comodità e la nostra tranquillità senza pensare che sono persone per quale queste parole non esistono.

La mia “depressione” nella realtà non era altro che un rapimento alieno per poter copiare il mio corpo pieno dell’energia eterna del’anima sostituendo l’originale con un’altra copia fatta probabilmente molto prima, nel periodo in cui io mi alzavo al mattino piena di una sostanza gialla e puzzolenta su tutto il mio corpo e di quale ho raccontato già in un altro articolo.  Probabilmente un’altra volta vi racconterò anche dell’altro, pero alla luce di queste cose che non ho passato solo io e non ho raccontato solo io si può ancora credere che esistono alieni buoni? Si può credere ancora che loro vengono ad aiutarci? Si, ci possono aiutare o salvarci dalla grande catastrofe, ma con quale prezzo? Uno solo: vendere la nostra anima. Non merita, credetemi. Per una vita mortale di merda non poi vendere l’eternità.

 

GABRIELA DOBRESCU

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questa pagina è stata spostata dalla sua iniziale ubicazione.per ciò riporto qui i commenti che altrimenti andrebbero persi:

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  1. marisa
    nov 11, 2011 @ 14:22:42 [Edit]

    Ciao Gabriela, sono Marisa. Ho letto questa storia con molto interesse essendo già abbastanza avanti nello studio di Malamga. Povera te che hai sopportare tutto questo. mportante è che sei riuscita a capirlo anche grazie a Malanga. Complimenti per l’esposizione del tuo racconto e di altri che cerco di leggere. Ho raccolto i tuoi post sulla bibbia e quando avrò tempo, piano piano li leggero’. Con affetto, Marisa. Ciao

    REPLICA

  2. Steve67
    nov 18, 2011 @ 16:42:44 [Edit]

    Ciao.
    Ho letto l’articolo e credo a tutto quello che hai scritto.
    Per me puoi scrivere anche tutte le altre cose a proposito di quando affermi “Vorrei tanto potessi raccontare molto di più pero non posso. Non posso perche sono racconti troppo incredibili…”.
    Spero invece che lo farai. E’ solo la conoscenza che ci può rendere liberi. Grazie.
    Saluti.
    Steve

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